Andrea Abruzzese – Poesie

“Insieme oltre l’orizzonte”, dipinto di Cinzia Pedruzzi

Ho visto

Ho visto, l’aria che dona la vita,
trasformarsi nel tristo mietitore,
l’acqua limpida diventare
veleno che brucia le nostre interiora,
verdi praterie selvagge devastate
da giganti blocchi di cemento, che violentano il sole.
Avevo sogni, giovane come tutti, distrutti da ciò.
Ho visto, uomini e donne coltivare la morte,
senza preoccuparsi se la falce
avrebbe tagliato le teste dei loro figli.
Uomini donne e bambini
ingoiati dall’odio, colpiti da armi di religioni,
soffocati dal razzismo.
Ho visto, politici creare guerre,
mandando al macello le vite altrui,
sacrificandole al dio denaro, al dio potere.
Ho visto, eroi ed eroine felici di morire
per la Libertà, per l’Uguaglianza. Altri, invece,
rimpiangere di essere sopravvissuti.
Ho visto, il mondo, inondato di sangue,
spegnersi tra le bombe, nonostante
sia saturo di luci artificiali
che assassinano la Luna e le stelle.
Ho visto dentro gli uomini,
i loro cuori marcescenti, germogliarvi il male,
ormai incapaci di amare.
Ma ho spiato oltre quest’orizzonte
di nauseabonda tristezza, lontano verso l’infinito e…
Ho visto, persone stringere i denti e lottare…
contro l’indifferenza, contro l’ingiustizia,
per tornare alla pace… ricominciare a sognare.

*

Il silenzio di un suicida d’amore

Nell’aria si diffonde
la voce di Edith Piaf, che dice:
“Je ne regrette rien.” Io invece,
avrei voluto imparare il francese,
per trovare un modo di dire mon amour,
che non sapesse di bugie,
che non fossero solo frasi sospese,
e che suonasse differente da un adieu.
Un alfabeto, per creare parole non dette,
per cercare quelle adatte,
e farti comprendere come mai
ci sono sempre dei voi, e non più io.
E ora mi domandi il perché il mio cuore
abbia l’odore dell’assenzio.
Ma l’alba si è fermata con un nodo alla gola,
e io ti lascio lì, sola, ad interrogare il silenzio.

*

Condannato all’invisibilità

Un tempo fui giovane, avevo
un buon lavoro e una casa accogliente.
Amavo la mia vita, e non l’avrei
cambiata per l’oro lucente.
Ma smarrii il cuore, per occhi turchesi,
un profumo di rose, labbra di pesca.
Poi tutto volo via , per uno stupido errore…
Consegnai un’anima a Dio,
perché di fiori aveva l’odore.
Mi chiusero in una gelida cella,
a ricucirmi un anima, per quattro lustri.
Li vidi infrangersi, come onde,
contro sbarre e muri, li sentii volare,
nell’eco di pochi metri.
Quando uscii, mi costrinsero a vagare per le strade,
perdermi nelle nebbiose vie dell’alcool.
All’inizio la gente mi guardava con pietà,
mi offriva aiuto. Ma la compassione svanì dai loro cuori,
mutò in paura, fino a guardarmi con ostilità,
potevo leggere il disprezzo, nei loro occhi.
Poi l’inverno soffiò via il mio essere umano,
lo sentii sgretolarsi nel gelido vento.
Diventai un fantasma…
Per tutti la mia pelle color del cemento.
Poi, in una tranquilla notte, fui sorpreso
nel sonno dei miei settant’anni…
mi donarono alle fiamme, dei ragazzini,
forse per noia, forse per liberarmi dai malanni.
Avevano ancora l’età dei calzoncini.
Io che ero cresciuto a latte e pane,
ricordo che alla loro età, mi divertivo a correre
dietro alle prime sottane.
Ma la verità è che ero già morto,
quando le fiamme si arrampicarono
sulle mie membra stanche.
Mi uccise, tempo prima, l’aridità
dell’indifferenza della gente,
condannandomi all’invisibilità.


L’autore

Andrea Abruzzese nasce a Foggia, città in cui vive, il 27/04/1989.
Scrive poesie dall’età di 14 anni, alcune delle quali sono state pubblicate sui siti: “L’Altrove – Appunti di poesia”, “Poetarum Silva” , “Poesie sull’albero”, “La Nuova Rivista Letteraria” e “L’Ottavo”. Altre sono state commentate sul sito “Poesia del nostro tempo”, all’interno della rubrica “Laboratori di poesia”. Inoltre le poesie: “All’ombra di un cromosoma” e “Un uomo invisibile”, sono state pubblicate all’interno della rubrica “La Bottega della poesia”, del quotidiano “La Repubblica” di Milano, mentre le poesie: ”Un nemico invisibile”e “Dietro una mascherina”, sono state pubblicate nell’edizione di Torino. E la poesia “Un guerriero” è stata pubblicata nell’edizione di Napoli.


Credits:
Cinzia Pedruzzi, per il dipinto “Insieme oltre l’orizzonte”.

Autodidatta sin da giovane, Cinzia Pedruzzi viene indirizzata alla scuola d’arte del maestro Ernesto Doneda da Brembate.
Sotto la sua guida perfeziona la tecnica della pittura ad olio, esprimendo uno stile figurativo moderno, paesaggi e nature morte. La ricerca delle forme la spinge allo studio del disegno e alla rappresentazione del corpo umano, dedicandosi successivamente al ritratto. Interessata allo studio dell’arte e curiosa di formarsi su nuove tecniche espressive, apprende la tecnica dell’affresco e la manipolazione plastica della materia, rappresentando in terracotta figure umane e busti. Insegna in corsi di disegno, pittura ad olio e manipolazione della terra.
Collabora per la realizzazione di corsi scuola con due amministrazioni locali. Ha partecipato a varie rassegne d’arte, mostre collettive e tenuto esposizioni personali in svariati centri culturali. Iscritta al Circolo Culturale Bergamasco dal 1997, partecipa alla collettiva annuale presso la sede di Bergamo.

Sito Web di Cinzia Pedruzzi

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