Dunning Kruger Effect: capire di non capire

Quotidianità, natura morta - Cinzia Pedruzzi
Cinzia Pedruzzi

Sei davvero bravo in qualcosa in cui credi di esserlo? Quanto ti reputi capace nel gestire le tue spese quotidiane? Pensi di saper leggere le emozioni delle altre persone? Che idea ti sei fatto sull’istruzione?

Autovalutarsi non è mai una cosa facile. Quante volte ci siamo ritrovati davanti a questionari di autovalutazione, sentendosi incapaci di esprimere una qualsiasi opinione su noi stessi. Spesso e volentieri, quando un amico ci evidenzia le nostre difficoltà, ci accorgiamo di esserci sopravvalutati. Altre volte, al contrario, la nostra bassa autostima ci spinge a non provare nemmeno a intraprendere un progetto o un’attività, lasciando il compito ad altri migliori di noi.

Ogni giorno siamo immersi in pubblicità e slogan che sfruttano questa debolezza per spingerci a sovrastimare, per esempio, la qualità di un prodotto. La distorsione cognitiva che abbiamo di noi stessi è sicuramente un movente per le multinazionali, le quali risultano libere di guidare il nostro pensare e di conseguenza il nostro agire. Talvolta però, la nostra individuale incapacità di giudizio ci porta a commettere errori alquanto memorabili, senza aver necessariamente subito un’influenza esterna.

Un aneddoto insolito

Siamo nel 1995 a Pittsburgh, Stati Uniti. Il signor McArthur Wheeler, uomo di 45 anni, è a casa di un amico, il quale vuole mostrargli una scoperta da lui fatta accidentalmente. L’amico ha notato che, scrivendo con del succo di limone, la scritta risulta invisibile fino a quando non la si espone ad una fonte di calore. Mr. Wheeler rimane affascinato e decide di riprodurre lo stesso esperimento con dei piccoli accorgimenti. Torna a casa in fretta e furia, spreme una manciata di limoni, si cosparge il petto e il viso di succo e si fa un “autoscatto” con la sua polaroid (i selfie ai tempi non erano ancora cosa nota). Lì fu subito stupore: era invisibile, un autentico fantasma all’obbiettivo.

Mr. Wheeler non ci pensa due volte. Il mattino seguente, in pieno giorno e senza nessun travestimento ma cosparso di limone, rapina due banche. Protetto dal frutto dell’invisibilità, sa di non poter essere ripreso dalle telecamere di sorveglianza. Rimane piuttosto colpito quando, nell’arco di un’ora dalle rapine, la polizia bussa alla sua porta di casa con un mandato di arresto. Scoprire che l’uomo il giorno precedente aveva sbagliato a inquadrarsi ed aveva, di conseguenza, scattato accidentalmente una foto al muro, creò un tale stupore che la notizia uscì su tutti i giornali. La polizia, che in un primo momento pensò ad un caso di demenza o di alcolismo, dovette arrestarlo per quello che passò alla storia come “un gesto genuinamente stupido”.

L’effetto Dunning Kruger

Nel leggere della disavventura del signor Wheeler, due psicologi, David Dunning e Justin Kruger, entrambi stimati professori universitari, si posero una semplice e ragionevole domanda: come può una persona essere tanto stupida?

La domanda, seppur banale, trova risposta solo quattro anni più avanti, quando i due pubblicano l’articolo: “Unskilled and Unaware of it: How difficulties in recognizing one’s own incompetence lead to inflated self-assessments” (Non qualificato e inconsapevole: Come le difficoltà nel riconoscere la propria incompetenza portano ad autovalutazioni gonfiate).

Nell’articolo si spiega di come, a seguito di numerosi esperimenti e valutazioni, è stato confermato che individui poco esperti in un campo tendono a sopravvalutare le proprie abilità, mentre, per contro, persone davvero competenti sottovalutano la propria reale conoscenza. A corollario di ciò, individui molto ignoranti appaiono saccenti e persone esperte perdono nozione della realtà, pensando che la propria carica, con poco studio e impegno, possa essere ricoperta da chiunque.

Lo studio

L’effetto Dunning Kruger è stato formulato a partire da numerosi studi preesistenti sui deficit metacognitivi, sulla metacomprensione e sulla capacità di autoregolarsi. La parola metacognitive skills viene usata spesso, nel campo della psicologia, per designare la consapevolezza ed il controllo che l’individuo ha dei propri processi cognitivi. Quello che Dunning e Kruger volevano mostrare era che scarse abilità metacognitive portavano necessariamente ad una scarsa autovalutazione.

Il loro studio privato è stato condotto da più esperimenti in tre campi della metacognizione: umorismo, ragionamento logico e grammatica. In ciascuna delle macroaree di studio viene valutata inizialmente la capacità individuale ed è poi chiesta un’autovalutazione. Per ogni tentativo viene definito un parametro che va a identificare lo scostamento tra la reale abilità e la percezione di sé. Infine, si mostrano i risultati al partecipante e gli si chiede di ripetere il test con domande nuove, registrando la variazione dei parametri.

Per capire meglio questo procedimento analizziamo nel dettaglio lo studio condotto sul ragionamento logico.

Study 2: Logical Reasoning

In questo studio è stato proposto a dei ragazzi della Cornell University, frequentanti lo stesso corso di psicologia, di sostenere un esame aggiuntivo, con la possibilità di guadagnare un credito extra. Tra i frequentanti del corso, 45 studenti si sono iscritti all’esame, prendendo inconsciamente parte all’esperimento.

Arrivati al laboratorio gli è stato mostrato il modello dell’esame e sono così venuti a conoscenza che si trattava di competenze logiche. La prova era stata preparata partendo dai quesiti di logica dei test di ammissione alla facoltà di legge. I partecipanti hanno quindi sostenuto l’esame, rispondendo a 20 domande.

Finito l’esame è stato somministrato ad ogni iscritto un foglio. Veniva chiesto di rispondere a tre semplici domande:

  • confrontare la propria capacità di “ragionamento logico generale” con quella dei compagni di corso (in percentuale)
  • riportare il numero di risposte corrette tra le 20 assegnate
  • paragonare il risultato del test con gli altri partecipanti (sempre in percentuale).
Dunnig Kruger Study 2

Come mostrato nel grafico i risultati sono stati divisi in gruppi di persone. Nel primo “quartile” troviamo gli studenti che hanno totalizzato un punteggio molto basso, mentre nel quarto quelli con il punteggio più alto. I risultati dell’autovalutazione sono piuttosto evidenti: tutti i partecipanti in media si sono stimati migliori del 66% dei propri compagni di corso, mostrando un forte senso di saccenza. Gli studenti che hanno ottenuto un punteggio molto basso hanno sovrastimato drasticamente le proprie abilità, mentre gli individui che hanno ottenuto un buon punteggio sono gli stessi che hanno saputo meglio valutarsi. Infine, i compagni di corso che hanno ottenuto un punteggio elevato, sebbene riconoscendo le proprie capacità, si sono sottovalutati, ottenendo un punteggio migliore di quello pensato.

Una riflessione personale

La società moderna ha, senza alcun ragionevole dubbio, fatto passi da giganti nell’ambito della libera espressione. Pensate solo ai social network, fonte inesauribile di opinioni e punti di vista, che ad oggi sono un mezzo utilizzato anche da mediatori politici per accrescere il proprio elettorato e fare propaganda. In questo contesto, dove tutti possono dire la loro, sono cresciuti lati oscuri nei quali la falsa informazione regna sovrana.

L’attuale format mediatico prevede che un conduttore intervisti in un dibattito aperto due individui: il portavoce di una tesi e la sua controparte. Tuttavia, a causa di questo dualismo, è nata la falsa impressione che la parola di entrambi abbiano lo stesso peso.

In teoria, se durante un programma fossero intervistati un ingegnere, favorevole alle nuove connessioni ad alta velocità, e un commerciante di tessuti Anti-5G, dovrebbe essere abbastanza palese quale tra le due parole debba avere più significato in quell’ambito. Quello che però verifichiamo poi nella realtà è che community Anti-5G sono sempre più emergenti e non solo tra i social ma anche con feroci manifestazioni di piazza (video del Corriere della Sera e di FanPage nelle Fonti). 


E se ora state pensando “queste cose non mi riguardano”, state già sbagliando. Per nostra sfortuna l’effetto Dunning Kruger affligge tutti noi: non esistono persone senza lacune.

Bertrand Russell, matematico e vincitore del premio nobel per la letteratura, scrisse:

«Una delle cose più dolorose del nostro tempo è che coloro che hanno certezze sono stupidi, mentre quelli con immaginazione e comprensione sono pieni di dubbi e di indecisioni».

Bertrand Russel

Fonti:

La follia dei discorsi in piazza, dal mercurio al 5G: «Diventeremo piccoli robot» , video del Corriere della Sera (2020): https://youtu.be/bUumIumBO50

Quarto (Napoli) in guerra contro le antenne del 5G: “Siamo preoccupati. Ci sono rischi per la salute”, video del canale FanPage (2020): https://youtu.be/NJYq60rYh7o

Unskilled and Unaware of It: How Difficulties in Recognizing One’s Own Incompetence Lead to Inflated Self-Assessments, articolo di David Dunning e Justin Kruger (2000): https://www.researchgate.net/publication/12688660_Unskilled_and_Unaware_of_It_How_Difficulties_in_Recognizing_One’s_Own_Incompetence_Lead_to_Inflated_Self-Assessments


Credits:

Cinzia Pedruzzi

per l’opera Quotidianità

Adagiati su un giornale stropicciato, gli agrumi contrastano per il loro spiccato colore con il tono minaccioso del cielo. La quotidianità individuale si colora come può e sceglie come palcoscenico un umile foglio di parole, mentre la natura fa il suo corso quale entità più grande e misteriosa, che presto si farà conoscere in primo piano.

Autodidatta sin da giovane, Cinzia Pedruzzi viene indirizzata alla scuola d’arte del maestro Ernesto Doneda da Brembate.
Sotto la sua guida perfeziona la tecnica della pittura ad olio, esprimendo uno stile figurativo moderno, paesaggi e nature morte. La ricerca delle forme la spinge allo studio del disegno e alla rappresentazione del corpo umano, dedicandosi successivamente al ritratto. Interessata allo studio dell’arte e curiosa di formarsi su nuove tecniche espressive, apprende la tecnica dell’affresco e la manipolazione plastica della materia, rappresentando in terracotta figure umane e busti. Insegna in corsi di disegno, pittura ad olio e manipolazione della terra.
Collabora per la realizzazione di corsi scuola con due amministrazioni locali. Ha partecipato a varie rassegne d’arte, mostre collettive e tenuto esposizioni personali in svariati centri culturali. Iscritta al Circolo Culturale Bergamasco dal 1997, partecipa alla collettiva annuale presso la sede di Bergamo.

Sito web: http://www.cinziapedruzziarte.it/galleria/

Instagram: https://instagram.com/cinziapedruzzi?igshid=86i3cmut2u0b

William Zeni

Pubblicato da William Zeni

Nasco in provincia di Bergamo e coltivo i miei studi presso il Liceo Scientifico. La matematica, la Fisica e l'Informatica diventano il mio forte e decido di approfondirle al Politecnico di Milano. In un mondo freddo di soli numeri e formule, trovo riparo nella scrittura, per la quale mi appassiono. Nel 2020 entro a far parte della rivista Intermezzo e scrivo articoli incentrati sull'ambito scientifico.