EPPURE “CI BASTEREBBE CREDERE A UNA RIVA” – IN ONORE DEL POETA GABRIELE GALLONI

Gabriele Galloni

Si è appena consumata una notte di veglia a cercare le risposte, e le giuste domande. Al Poeta visionario Gabriele Galloni (Roma, 1995) è stato concesso il congedo da questo mondo. Forse per proseguire la sua inchiesta, là nell’invisibile, dove l’indagine potrà svolgersi e respirare nella stessa lingua delle cose, o del vuoto di luce, intorno.

É morto un giovane Poeta, dai quali testi si può scorgere una intuizione alta e sottile che nei versi cesellati si mostra in tutta la sua maturità: Il dispiacere che condividiamo è indicibile. Ora che le parole sembrano ferite di troppo, lasciamo che sia la sua voce a segnare gli spazi della carne e dell’altrove. La poesia di Gabriele resta corpo, in un altro corpo eternato.

 

*

I morti tentano di consolarci
ma il loro tentativo è incomprensibile:
sono i lapsus, gli inciampi, l’indicibile
della conversazione. Sanno amarci

con una mano – e l’altra all’Invisibile.

*

Ho conosciuto un uomo che leggeva
la mano ai morti. Preferiva quelli
sotto i vent’anni; tutte le domeniche
nell’obitorio prediceva loro

le coordinate per un’altra vita.

*

I morti – loro, l’ultima
didascalia del mondo
conosciuto – in colloquio
fitto tra un buio di falò e la resina

delle pinete a mare.

*

I morti vanno in cerca di riposo
l’uno dell’altro facendosi carico
inutilmente; ché nel continente

si va un giorno in avanti e due a ritroso.

*

Ci basterebbe credere a una riva;
a una luce che vada scomparendo
dietro gli scogli; o che un morto riviva,

che si perda tornando

*

I morti continuano a porsi
le stesse domande dei vivi:
rimangono i corsi e i ricorsi
del vivere identici sulle
due rive. In che luce cadranno
tornati alle cellule.

 

Da In che luce cadranno (RP Libri, 2018) – Gabriele Galloni

 


https://poesiainverso.com/2020/09/07/la-lunga-notte-della-poesia/

http://www.pangea.news/gabriele-galloni-memoria/?fbclid=IwAR0p9j-vnknXiOpiZWZWP-dysoLvoP50fvIgP1O2wwVVMBgSwuvFeYaPboY

alessandrafamilari

Pubblicato da alessandrafamilari

Sono una studentessa di lettere moderne presso l'università di Milano, città della moltitudine e della mutevolezza. Un po' mi rappresenta. Collaboro con diverse riviste come redattrice e mi occupo di alcuni convegni culturali organizzati nelle scuole della provincia di Monza. Scrivo cose che potrebbero essere considerate - forse - poesia: con qualcuna di queste, nei primi mesi del 2020, mi sono stati assegnati i premi "Ossi di seppia" e "Il Sublime". Lavoro al bar di un centro sportivo, luogo di incontro e momento prolifico di ispirazione per i miei scritti. A muovere la mia penna è un atavico slancio: la necessità di cose autentiche. Ed è stata questa urgenza di indagine e verità a fondare l'intermezzo.