Numeri in rivolta – Favole che spiegano la scienza

La ragione è nulla senza l’immaginazione.

René Descartes

Numeri in rivolta

La narrazione come strumento conoscitivo

Dagli albori dell’umanità la narrazione è sempre stato lo strumento conoscitivo privilegiato per interpretare la realtà. Oliver Sacks, celebre neurologo e scrittore, definiva l’uomo come “un essere narrativo”, che si serve delle storie per ricostruire gli avvenimenti e connetterli, con lo scopo di dare loro un significato. Questo processo risulta indispensabile per gestire le relazioni personali e le svariate incombenze della vita quotidiana, ma non solo. Raccontare è anche uno dei mezzi migliori di cui disponiamo per imparare, sia in ambito umanistico sia scientifico.

Tuttavia, se risulta intuitivo immaginare come una fiaba possa contribuire allo sviluppo linguistico e sociale del bambino, non si può dire altrettanto per le sue capacità logico-scientifiche. Con Numeri in rivolta (Edizioni Haiku, 2019) Marco Monti raccoglie e vince la sfida di illustrare i principi matematici e fisici fondamentali grazie alla fantasia della penna. Che siano ambientate in un mondo utopico o nel negozio di un macellaio, le sue storie riescono a intrattenere trasformando, come suggerisce Roberto Purini nella prefazione, “le relazioni matematiche in un gioco logico- lessicale” . Le parole contenute in racconti creativi dunque spiegano i numeri, stravolgendo in modo semplice ma efficace quell’assioma per cui le materie scientifiche non abbiano nulla a che fare con l’italiano o con l’arte e viceversa.

Parole e immagini al servizio della scienza

Questa separazione netta tra materie umanistiche e scientifiche troppo spesso rischia di inaridire l’insegnamento di discipline come la matematica, considerata da molti studenti, anche in età elementare, come disumana, fredda, noiosa. Al contrario, in Numeri in rivolta essa appare assai vicina alle esperienze di ciascuno, proprio perché inserita in un contesto familiare che è quello del pensiero narrativo. Le diverse favole forniscono una cornice adatta a collegare il mondo dell’astrazione pura al concreto tramite le immagini e le suggestioni fornite dal linguaggio verbale.

Un esempio calzante di questo fenomeno si ritrova nel racconto “L’errore risolutivo (la mongolfiera)”. Una classe si trova in difficoltà nel risolvere le equivalenze: nessuno comprende il procedimento che permette di cambiare unità di misura. Per fortuna degli studenti, una virgola personificata inventa ingegnosamente una soluzione, o meglio, un utile strumento di supporto alla logica: la mongolfiera. Quando è necessario passare da un’unità di misura più grande a una inferiore, quest’ultima si carica di “zeri pieni di sabbia”, tanti quanti ne servono per arrivare all’unità di misura richiesta. Se invece si deve convertire un’unità di misura più piccola in una superiore, la mongolfiera si libera degli zeri in modo da salire in alto quanto basta.

Di primo acchito il lettore potrebbe giudicare ingenua questa trovata, ma forse cambierebbe idea se ricordasse che spesso gli scienziati elaborano metafore e brevi racconti per illustrare le proprie ipotesi. Dal paradosso di Achille e la tartaruga di Zenone, passando per Galileo Galilei, fino ad arrivare al Gatto di Schrodinger, la narrazione da sempre funge da “stampella” nell’indagine scientifica. Monti, ingegnere oltre che scrittore, mette la sua vivida inventiva letteraria al servizio dei numeri, rendendoli comprensibili, curiosi, e talvolta anche poetici.

Transverse Line, 1923 - Wassily Kandinsky
W. Kandinsnky, Transverse Line, (1923)

L’idea del “curriculo a spirale”

Un’altra caratteristica peculiare dei racconti di Numeri in rivolta è che rispecchiano il principio del curriculo a spirale teorizzato dallo psicologo dell’educazione J. Bruner. Lo studioso esemplifica con la struttura della spirale il percorso di apprendimento ideale: l’insegnamento dovrebbe partire da una spiegazione intuitiva, a portata dello studente, per poi risalire con un moto circolare a un’esposizione più formale e strutturata. Secondo Bruner, questo metodo permetterebbe a qualsiasi allievo di qualsiasi età di comprendere qualsiasi concetto, purché sia esposto in maniera adeguata alle sue capacità.

Coerentemente con l’idea del curricolo a spirale, le fiabe della raccolta introducono degli argomenti logici particolarmente ostici, ma lo fanno gradualmente, adattandosi alle possibilità di chi legge ed evitando di entrare troppo nel particolare qualora questo potesse creare confusione. Il risultato sono delle storie avvincenti proprio perché accessibili anche a chi è quasi digiuno del linguaggio matematico. Il racconto “Parole d’amore” è incentrato proprio su questo tema: è possibile introdurre il calcolo letterale in terza elementare invece che in terza media?

La storia è tratta da una visita dell’autore in una classe di scuola elementare e dimostra che l’impresa diventa possibile se si insegna ai bambini come scrivere in codice delle parole, come “ti amo”. L’autore infatti propone agli studenti di scrivere la lettera T come la sottrazione 13T-12T, la A come 6A-5A e così via. Sorprendentemente, tutti si divertono a creare messaggi in codice sempre più complessi, a dimostrazione del fatto che non serve essere adulti o particolarmente dotati per acquisire le basi dell’astrazione matematica. Ciò che conta di più è la creatività dell’insegnante, che modifica la forma camaleontica dei contenuti mantenendone intatta l’essenza.

Numeri in rivolta: meraviglia e scoperta

È inevitabile che per rendere digeribili dei contenuti di questo tipo ci si scontri con la necessità della semplificazione. Spiegare dettagliatamente perché la luce, che viaggia in linea retta, arrivi alle nostre pupille nonostante la rotazione terrestre sarebbe troppo complicato oltre che controproducente, come afferma lo scrittore stesso nel racconto “Un’illusione cosmica”. Tuttavia, non è questo lo scopo del libro, che invece si propone tutt’altro, ovvero di suscitare curiosità e interesse nei confronti della scienza.

Dalle pagine di Numeri in rivolta emerge con forza la volontà dell’autore di coinvolgere, incuriosire, appassionare un pubblico non necessariamente infantile. Monti sa che gli adulti tendono a dare tutto per scontato, soprattutto quando si approcciano alle leggi del mondo naturale, e perciò tenta di restituire loro lo stupore di chi si pone domande semplici, ma essenziali. Forse è proprio questa la dote fondamentale del libro: trasmette un sentimento di meraviglia costante, che può investire tutti, bambini, donne e uomini, nello scoprire come funziona la realtà che ci circonda. Se è vero che le parole plasmano il nostro modo di pensare, è bene leggere quelle di Marco Monti per assorbire questa consapevolezza, e magari, perché no, un briciolo del suo entusiasmo.


Un ringraziamento speciale va alla casa editrice Haiku Edizioni di Roma, per averci proposto l’opera.
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Numeri in Rivolta
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Bibliografia:

Marco Monti, (2018), Numeri in rivolta. Favole di matematica e fisica, Edizioni Haiku
Jerome Bruner, (2011), La cultura dell’educazione. Nuovi orizzonti per la scuola, Bergamo, Universale Economica Feltrinelli ( 1 ed. 1997)

Chiara Girotto

Pubblicato da Chiara Girotto

Classe 2000, sono nata e cresciuta in Trentino. Innamorata di letteratura, cinema e musica, ho sempre condiviso le mie passioni tramite la scrittura, il mezzo espressivo che prediligo. La curiosità verso qualsiasi tipo di espressione artistica è forse la caratteristica che più mi si addice. Attualmente studio Lettere Moderne presso l'Università di Trento.