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Stefano Tarquini – Poesie

Stefano Tarquini

Rottweiler

Quello che ti lasci alle spalle
non è silenzio
ma un puzzle mai finito
di una grande infanzia.

Ai piedi dodici rintocchi e tredici serpenti,
lungomare di Soverato,
il battito irregolare di un orologio Casio
di notte,
ci sveglia tutti quanti che sembriamo panettieri.

Panda con gli occhiali da sole,
fondi di bottiglia dove leggere il futuro,
una musica pericolosa
filodiffusa.

Il trenino per Siderno non fa fermate
né per pisciare
né per fare filosofia.

Quello che attraversi è un antidoto,
non ti piace chiamarla vita
e interrompi la tua fiction con una pubblicità di materassi.

Mine sotterrate sottoterra
un ponte pericolante che non crolla sui binari
ne sui ricordi di una città morta.

Allora dai una lucidata ai tuoi ricordi,
li fai splendere come una batteria di pentole,
come un servizio di posate d’argento.

Intanto io cammino al contrario in un cerchio di fuoco,
con due grandi occhi grigi
e sorriso da rottweiler.

*

La rivincita dei vivi

Quando il giorno nasce appena
e ingoi come un brivido la notte,
un soffio di vento ti spalanca il petto,
un istante ti colora.

Ha lo stesso sapore della sconfitta
la rivincita dei vivi.

*

La mejo città de tutte

Bello,
vedette mentre te fai grossa,
come la mejo città de tutte
quanno er sole se ne va’.

Bello,
cucinatte na cosetta,
mette a palla na canzona
e poi vedette magna’.

Bello,
guardasse come regazzini
che se fanno i gavettoni
quando a scola nce devono più anna’.

Bello,
mentre tutto attorno cade,
inventa’ ste du cazzate,
pe vedette ancora ride
e non fatteme scorda’.


L’autore

Stefano Tarquini nasce a Roma nel Giugno del 1978. Fa studi classici e si avvicina fin da subito alla poesia rimanendo completamente affascinato dalla beat generation e dal primo libro che legge senza condizionamenti esterni : “On the road” di Jack Kerouack.
Conosce la Pivano e Ferlinghetti a Firenze. Scopre Bukowski. Divora Emidio Clementi, Claudio Piersanti, Ivano Ferrari, Antonio Moresco, Giuseppe Casa… Ha un rapporto epistolare con Maurizio Cucchi che sfocia in una pubblicazione di sue poesie su “Specchio” di Repubblica.
Nella prima fase della sua scrittura pubblica su tantissimi blog di settore, riviste online e
non. Partecipa attivamente a manifestazioni poetiche, concorsi, laboratori di scrittura
creativa. Comincia a lavorare nel 1998. Mette su famiglia. Fa una figlia. Smette momentaneamente di scrivere per dedicarsi ad un’altra sua grande passione: la musica.
Fa 5 dischi con un gruppo crossover romano, i Palkosceniko al Neon, con cui colleziona più di 300 live in giro per l’Italia e l’Europa. Collabora con tantissimi gruppi della provincia romana. Organizza cinque edizioni di un festival di musica indipendente il “Pecora Nera Festival”. Nel tempo libero fa sport ed è amante della montagna e della buona cucina. Negli ultimi anni ha ricominciato a scrivere.

Lo potete leggere su: “Poetry Factory”, “Leggere Poesia”, “L’Ottavo”, “Poesia Ultracontemporanea”, “La rosa in più”, “Poeti dal parco” e “Cartoline Volanti”.
“Garibaldi, Thomas e la fica” appare su: “Romanagua.wordpress.com”
“Due” appare su: “Vocedelverborivista.com”
“Consegne” appare su: “Smezziamo.it”
“Maradona, la Caritas e bastoncini di pesce” appare su: “Biroconlaccento.com”
“La fine non è la fine” appare su: “Tremilabattute.art.blog”
“Mannitòlo” appare su: “L’incendiario.com”

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Intermezzo

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